Un nuovo modo di vivere e vedere la disabilità

PEGASO TI ASPETTA...

Tanino Liberatore sostiene il Disability Pride Toscana

L’opera “Pegaso” del maestro italiano del fumetto Tanino Liberatore è ancora disponibile.

Ricordiamo che si tratta di un’opera originale appositamente realizzata per il Disability Pride Toscana e che è stata gentilmente donata dall’artista.

Il ricavato verrà interamente utilizzato per coprire parte delle spese sostenute per l’organizzazione dell’evento.

Per informazioni potete visitare la pagina dell’opera.

Firenze, Sabato 27 Settembre 2025

Si è svolto il primo Disability Pride Toscana

È stato un successo oltre ogni più rosea aspettativa il primo Disability pride Toscana. 
Tante voci si sono susseguite al Palazzo degli Affari per richiamare l’attenzione sulla necessità di abbattere barriere fisiche e culturali sulla disabilità.
Dopo il convegno oltre mille persone in piazza, tra disabili e non, hanno sfilato nelle strade del centro storico di Firenze per chiedere più diritti e meno barriere.

Disability Pride Toscana

#UnaRivoluzioneCulturale

Manifestanti in corteo al Disability Pride Italia

Nato negli Stati Uniti nei primi anni ’90, il Disability Pride approda in Italia nel 2015 e in pochi anni invade letteralmente tutta la penisola, da nord a sud.

Lo scorso anno sono stati organizzati Disability Pride in ben otto tra le più importanti città italiane, ovvero Torino, Genova, Milano, Taranto, Padova, Roma, Bologna e Palermo, portando in strada migliaia di persone con e senza disabilità, nella convinzione che un mondo inclusivo sia l’unica alternativa possibile per un futuro migliore.

Nel 2025 Firenze, in rappresentanza di tutta la Regione, ospiterà il primo Disability Pride Toscana, che entra a far parte del Disability Pride Network, una rete informale costituita da diverse realtà organizzate e da singoli che condividono il comune obiettivo di realizzare un mondo inclusivo.

Chi siamo

Il Disability Pride Toscana è un grande evento di inclusione, solidarietà e celebrazione delle diversità.
Vogliamo contribuire a creare una regione che vuole essere un modello di inclusione e accessibilità, dove città, piazze e comunità unite possono costruire un futuro senza barriere.

La versione toscana del movimento Disability Pride, è stata promossa da Alessandro Rizzello in qualità di Presidente dell’Associazione Rete Uniti non Ultimi che, in collaborazione con altre associazioni, ne ha curato e coordinato l’organizzazione.

Il coordinatore regionale Alessandro Rizzello, in pieno accordo col gruppo organizzatore…

Mission

La nostra missione è quella di mandare un chiaro messaggio alla comunità e alle istituzioni: lotteremo affinché i nostri diritti vengano rispettati e resi esigibili in concreto! Infatti sebbene molte leggi, nazionali e sovranazionali, garantiscano la possibilità alle persone con disabilità di vivere la propria esistenza al pari di ogni altro cittadino, di fatto le innumerevoli barriere architettoniche, sensoriali, culturali, digitali e anche la notevole scarsità di risorse per l’assistenza personale, limitano la fruizione dei più basilari diritti di cittadinanza. Occorre far passare il concetto che le risorse pubbliche per farci vivere in condizioni di eguaglianza e pari libertà con le altre persone vanno aumentate di molto. Altrimenti, il nostro Paese non potrà pretendere di essere definito civile!

I nostri primari obiettivi sono…

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Copertina per Disability Pride Toscana
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Disability Pride Toscana

Disability Pride Toscana

Evento di inclusione, solidarietà e celebrazione delle diversità dedicato a promuovere i diritti delle persone con disabilità sul territorio regionale Toscano.

Una riforma pensata per semplificare la vita delle persone con #disabilità rischia di diventare, almeno nella fase iniziale, un nuovo ostacolo.Dal 1° marzo la sperimentazione della riforma della disabilità, introdotta dal Decreto legislativo 3 maggio 2024 n. 62, è stata estesa ad altre 40 province italiane. L’obiettivo è creare un sistema più uniforme e chiaro per l’accertamento dell’invalidità, dell’indennità di accompagnamento e del riconoscimento dei diritti previsti dalla #legge104/1992.Ma nella pratica qualcosa non sta funzionando come previsto.Secondo il #patronatoacli, molte famiglie stanno incontrando difficoltà concrete nell’accesso alle nuove procedure. Il punto più critico riguarda il certificato medico introduttivo, il documento che avvia l’intero percorso di accertamento della disabilità.Questo certificato deve essere compilato e trasmesso da un medico e ha un costo tra 150 e 250 euro. Una cifra che può sembrare gestibile per alcuni, ma che per molte famiglie rappresenta una spesa pesante, soprattutto quando la disabilità comporta già numerosi costi quotidiani tra terapie, assistenza e supporto educativo.Il rischio è che le persone più fragili possano trovarsi davanti a una barriera economica prima ancora di iniziare il percorso per il riconoscimento dei loro diritti.La riforma nasce con principi condivisibili: semplificare, rendere più equo il sistema e garantire una valutazione più completa della disabilità. Tuttavia, ogni cambiamento amministrativo richiede tempo per essere applicato senza creare disorientamento.In questa fase, il ruolo di medici, patronati e servizi territoriali diventa fondamentale per accompagnare le persone e le famiglie tra nuove procedure e passaggi burocratici.Perché quando si parla di disabilità non si parla solo di norme o regolamenti. Si parla di vite reali, di famiglie che cercano sostegno e di diritti che devono essere accessibili a tutti, non solo a chi può permettersi di affrontare nuovi costi.Una riforma efficace non è solo quella che cambia le regole.È quella che riesce davvero a rendere i diritti più vicini alle persone.Barbara Costanzo ... See MoreSee Less
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Non chiede privilegi. Non chiede compassione. Chiede solo una cosa: il diritto di vivere davvero.Marta Sodano è una giovane donna con #sindromedidown che negli ultimi anni è diventata una voce forte e chiara per i diritti delle persone con #disabilità. Qualche anno fa ha parlato al Palazzo di Vetro delle #NazioniUnite a New York, rappresentando il Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down. Non era lì per raccontare una “storia speciale”. Era lì per dire qualcosa di semplice e rivoluzionario.«Anche io voglio il diritto di sbagliare».Una frase che sembra normale, quasi banale. Ma per molte persone con disabilità non lo è affatto. Perché spesso la società decide per loro: cosa possono fare, dove possono andare, quanto possono essere autonomi. Con le migliori intenzioni, certo. Ma anche con una protezione che a volte diventa una gabbia invisibile.Marta conosce bene questa sensazione. A scuola ha affrontato difficoltà e momenti in cui si è sentita giudicata o sottovalutata. Ma ha incontrato anche insegnanti, amici e persone che hanno creduto in lei. Grazie a questo sostegno ha costruito il suo percorso: studiare, lavorare, parlare in pubblico, rappresentare tante altre persone che spesso non hanno voce.Quando racconta la sua storia non lo fa per essere un esempio perfetto. Anzi. Il punto è proprio il contrario: nessuno deve essere perfetto per essere rispettato.Il diritto di sbagliare significa poter scegliere. Significa poter provare, cadere, ricominciare. Significa poter diventare adulti.A marzo Marta porterà questo messaggio anche al convegno nazionale della pastorale per le persone con disabilità a Bergamo. Ancora una volta parlerà davanti a tante persone, ma con lo stesso obiettivo: cambiare lo sguardo della società.Non chiede applausi. Chiede spazio.Spazio per vivere, per decidere, per crescere.E soprattutto spazio per essere semplicemente se stessa.Perché l’inclusione vera non è quando qualcuno viene protetto da tutto.È quando gli viene riconosciuta la libertà di vivere come tutti gli altri.Anche con la possibilità di sbagliare.___________________________________________________________Barbara Costanzo ... See MoreSee Less
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1 week ago

Ironadia, la forza gentile che diventa Cavaliere della Repubblica 🇮🇹C’è chi usa i social per intrattenere.Chi per vendere.Chi per raccontarsi.E poi c’è chi li trasforma in uno spazio di consapevolezza collettiva.Nadia Lauricella, conosciuta online come Ironadia, ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un riconoscimento prestigioso che premia cittadini distintisi per meriti civili, sociali e culturali. Nel suo caso, il valore non è soltanto nella resilienza personale, ma nella capacità di trasformare la propria storia in uno strumento di cambiamento.Nadia non ha mai cercato compassione. Nata con una malformazione agli arti, ha scelto di raccontarsi con ironia, forza e autenticità. Attraverso TikTok e altri canali social ha costruito una community che va oltre i numeri: uno spazio in cui la disabilità non è un limite narrativo, ma una prospettiva diversa da cui guardare il mondo.Nei suoi contenuti si parla di quotidianità, autonomia, sport, femminilità, relazioni. Si parla di vita vera.Ma soprattutto si parla di normalità.Ed è proprio qui che sta la rivoluzione: togliere l’eccezionalità dal racconto della disabilità e restituirla alla dimensione umana. Senza retorica. Senza pietismo. Senza slogan.Il titolo di Cavaliere non è solo un traguardo personale. È un segnale culturale. Significa riconoscere che l’impatto sociale oggi passa anche dai linguaggi digitali. Che l’attivismo può nascere da uno smartphone. Che la rappresentazione conta.In un’epoca in cui l’algoritmo spesso premia l’eccesso, la sua voce ha scelto autenticità e profondità. E ha dimostrato che si può ispirare senza gridare, educare senza salire in cattedra, sensibilizzare senza cercare applausi.Forse è proprio questo il senso più alto di questa onorificenza: ricordarci che il cambiamento culturale non nasce solo da grandi leggi o grandi eventi, ma da storie capaci di spostare lo sguardo collettivo.Le storie possono cambiare la cultura.Barbara Costanzo______________________________________________________________#ironadia#mattarella#disabilityinclusion#Quirinale#presidentedellarepubblica#bodybuilding#bodybuildingspecial#cavalieredellarepubblica ... See MoreSee Less
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